Cari ascoltatori, questa splendida canzone del reggiano Zucchero, molto letteraria, dedicata alla nonna Diamante, ci introduce al tema di oggi: la bellezza e il nulla. Un tema impegnativo, che alleggeriremo con le nostre musiche. Quello che vogliamo fare questa volta, è un viaggio dentro il pensiero dell’Emilia-Romagna, partendo da un argomento che ci è suggerito dalla più bella rivista di filosofia italiana, “Davar”, pubblicata da una casa editrice di Reggio Emilia, Diabasis. Musica. Zucchero: Diamante L’editore Diabasis, radicato nell’area della pianura padana meridionale, è molto attento al rapporto fra geografia e paesaggio, architettura e territorio, e conosce il gusto della contaminazione, dell’attraversamento dei generi. Con la rivista “Davar” – parola ebraica che significa insieme poesia e verità – ci regala argomenti e suggestioni che vogliamo condividere con voi. Dopo essersi occupata di solitudini e di paradisi, “Davar” nel numero appena uscito ci propone – come dicevamo – il tema della bellezza che si confronta con il nulla. L’idea di parlare di bellezza ci è venuta, a dire il vero, a Rimini, dove siamo stati recentemente per l’insediamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Chi conosce la riviera romagnola, sa che i bar sono rinnovati quasi ogni anno da architetti o arredatori che propongono i materiali più vari, convinti di renderli sempre più belli. Ecco, allora, il marmo bianco e quello screziato, il cuoio e il mogano, l’alabastro e il cristallo, la resina e l’acciaio, il vetrocemento e l’ardesia. Ma dove sta, qui, la bellezza? Non è meglio il vuoto di questa accumulazione straniante? Non sono preferibili i bar semplici di una volta? Per i Marlene Kuntz la bellezza è “senza utilità”. Tutti lo sappiamo: la bellezza è disinteressata, non ha scopo, non serve a nulla. Sta qui la sua forza. Musica. Marlene Kuntz: Bellezza “Noi cerchiamo la bellezza ovunque”, cantano i Marlene Kuntz, e sembra di entrare, con questi suoni destrutturati, dentro una stanza di cristallo invasa da una luce nera. Apre il numero della rivista “Davar” la sua direttrice, Anna Giannatiempo Quinzio, che ci ricorda come Una bellezza contaminata, come Musica. Nina Simone: Suzanne (di Leonard Cohen) “Oltre all’attrazione terrestre esiste l’attrazione celeste”, scrive Erri De Luca nella rivista “Davar” citando la poetessa russa Marina Cvetaeva. Cos’è l’attrazione celeste? “E’ la bellezza, una spinta dal basso verso l’alto che sovverte la legge di gravità”. La bellezza alza le montagne e le maree, spinge l’albero a crescere, “sta nell’alpinista e nei disegni di Leonardo / nelle preghiere e nelle serenate / nell’astronomo e nel moribondo”, dice Erri De Luca. La bellezza è una spinta, dal basso verso l’alto: che bella immagine. E’ ciò che fa allungare il collo alla giraffa, eruttare i vulcani, lanciare in aria i cappelli, sollevare il vestito di Marylin spingendola al riso. La bellezza, insomma, è una corrente ascensionale: non a caso, l’uomo ha studiato le stelle prima del suolo – nota De Luca. “Fu la bellezza a sollevare gli occhi e i pensieri”. E anche la febbrile urgenza di rivolgersi alle divinità nacque da questa spinta. In questa corrente stanno anche le star, come Marylin: divine, irraggiungibili, e pertanto paragonate alle stelle. Musica. Marylin Monroe: I wanna be loved by you C’è una poesia di Paul Celan – scrive Sergio Givone sull’ultimo numero di “Davar” – che ci fa capire qualcosa di molto importante. Si chiama “La rosa di nessuno”, Die Niemand Rose, e parla di un dio che è morto – “Nessuno impasta noi di nuovo con terra e fango” – e di una rosa che fiorisce. E’ la rosa di nessuno, che sboccia in un cielo vuotato da Dio. La rosa che fiorisce in un cielo disabitato, è tuttavia una rosa. Dunque la vita è possibile anche là dove la rosa non appartiene a un disegno provvidenziale in cui tutto si tiene. Qualcosa comunque accade, si mostra nella sua verità: la verità della rosa, la verità del nostro parlare di Dio, del nostro vaniloquio su Dio. Come dire: il cielo è svuotato, Dio ci ha lasciati soli, è svanito – “ma chi ci dice che, dal profondo di questo dissolvimento, qualche cosa, un volto divino, qualche cosa di completamente altro nonostante tutto si mostri?”. La rosa si è mostrata: la rosa di nessuno. Dove? Nel nulla. Ma anche se il nulla è la cornice di ciò che accade, anche se Dio non si manifesta che nel nostro sproloquio su di lui, trapela un senso, una verità, che non corrisponde affatto al nulla dei filosofi. Una “verità” che solo i poeti e gli artisti possono dire. “Difendimi dalle forze contrarie, /la notte, nel sonno, quando non sono cosciente, /quando il mio percorso si fa incerto, Musica. Alice: L’ombra della luce Abbiamo detto prima che le cose, anche se nessuno le contempla, anche se sono contornate dal Nulla, hanno una loro verità da dire. Sempre sulla rivista “Davar” dell’editore Diabasis di Reggio Emilia, troviamo la trascrizione dell’emozionante passaggio in tv di Roberto Benigni, dov’era stato chiamato, nel febbraio Le mamme che ad Auschwitz accompagnavano i loro bambini nelle camere a gas cantando e giocando con loro per distrarli – dice Benigni – non potevano scegliere il loro destino, ma hanno dato un senso a quanto di terribile era loro accaduto: “sono state capaci di essere belle perfino ad Auschwitz”. E così conclude: “Ma se la base su cui poggia la vita fosse che il senso è non avere senso? Se ci fosse un unico senso, andremmo tutti in quella direzione. E’ chiaro che è bello anche che non abbia senso. Però non bisogna pensare che poi ce ne sia un’altra di vita. Ci può essere, non ci può essere, sono cose che non ci riguardano. C’è questa, ed è l’unica cosa che ci hanno dato, proprio il fatto di vivere. E il fatto che possiamo pensare che ce n’è un’altra non deve assolutamente eclissare la scandalosità della bellezza di questa”. Eh sì: la vita è bella… Arrivederci a lunedì. Musica. Noa: Beautiful that way (La vita è bella) Lettura di Fulvio Redeghieri.
E non abbandonarmi mai… /Non mi abbandonare mai! ”: è Alice, cantautrice di Cesena, a interpretare questa toccante canzone di Franco Battiato. Una canzone che è una preghiera, una fiduciosa ma al tempo stesso insistente richiesta di protezione di un figlio al padre: al cielo, a Dio. E’ una riflessione intima e profonda su ciò che va oltre il mondo dei sensi. Come in un salmo biblico, Battiato insegue l’ombra della luce: quella luce che partecipa della bellezza originaria.
26 Febbraio 2007
| Paesaggio dell'anima
N°49-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA
Un viaggio in regione attraverso la musica. 49^ puntata.
La bellezza e il nulla.