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12 Marzo 2007 | Paesaggio dell'anima

N°51-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 51^ puntata.


Musica. Andreas Vollenweider: Domus cordis 


Cari amici, nelle ultime due puntate della nostra trasmissione abbiamo attraversato la cultura dell’Emilia-Romagna parlando di temi impegnativi, come la bellezza e il nulla, anche se con la leggerezza e la fluidità suggeriteci dalla musica. Ora torniamo alla “Emilia fisica”, che è anche il titolo dell’ultimo numero della rivista “Panta” dedicato alle scritture della nostra regione. Riprendiamo quindi a parlare di luoghi fisici, aggrappandoci a un paesaggio reale, presente, ma anche alla sua proiezione nel tempo, immaginandolo com’era – ad esempio – quando le sue strade erano percorse non da camion e commessi viaggiatori, ma dai pellegrini.


Musica. Roberto Bonati: Pour Guillaume (da “Le rêve du jongleur”) 


Ci accompagna in questo viaggio la musica del compositore parmense Roberto Bonati, che con l’orchestra del festival Parma Jazz Frontiere ha realizzato nel 1999 “Le rêve du jongleur”, ossia “Il sogno del giullare”: una sorta di percorso musicale lungo la Via Francigena, la strada più “vissuta” – se così si può dire – del mondo medievale, crocevia di culture e luogo di incontro tra i più importanti della storia occidentale. Viandanti, pellegrini, clerici vagantes, goliardi, cavalieri, studenti, briganti di strada, acrobati e musicisti percorrevano quotidianamente a piedi le strade d’Europa, portandosi dietro la musica, che era facile da trasportare. In questo modo le melodie dell’epoca hanno goduto di una diffusione vastissima, tanto che troviamo in posti anche lontani la stessa musica, magari cambiata da sacra a profana, o viceversa.  


Il percorso musicale di Bonati si snoda dall’Inghilterra all’Italia attraverso la Francia, comprendendo anche le derivazioni della Via Francigena come la via per Santiago de Compostela o la via per Mont Serrat e le influenze arabe attraverso la Spagna e gli scambi commerciali. Questo materiale, riscritto e organizzato per orchestra e coro, è tratto da un repertorio sacro e profano che va dall’VIII al XIV secolo, ed è costituito da memorie di musiche inglesi provenienti da Canterbury, francesi come quelle della scuola di Nôtre Dame e dei trovatori, e italiane. 


Musica. Roberto Bonati: Aviary (Birds in Canon / Minimal Birds /Byrds one Brere da anonimo inglese del XII sec.; da “Le rêve du jongleur”)


La musica che abbiamo appena ascoltato ci riporta alla lontana Canterbury, in Inghilterra, dove aveva inizio la Via Francigena, la quale, prima di arrivare a Roma, attraversava per un buon tratto anche la nostra regione. La cosa curiosa  è vedere come tutto questo andare e partire e camminare abbia creato un immaginario legato a figure evocative quali, ad esempio, il giullare, la fata, il folletto, il matto. Strane presenze, apparizioni che sorprendevano i viandanti, ma anche – nel caso del giullare – personaggi reali, perché il “jongleur”, il buffone, lo si poteva incontrare davvero nelle piazze, sui sagrati delle chiese o mescolato ai pellegrini. Un personaggio itinerante che ha contribuito a diffondere le canzoni dei trovatori, quando non preferiva restare a corte a fare il cialtrone.


Queste atmosfere stralunate le ritroviamo nel cosiddetto Canterbury sound, una corrente musicale sorta negli anni Sessanta nella cittadina inglese da cui prende avvio la Via Francigena. Protagonisti della scena di Canterbury erano musicisti che proponevano nei club e nei pub un suono particolare, capace di amalgamare rock, jazz e sperimentazione psichedelica. Tra i migliori esponenti del rock di Canterbury vi sono i Caravan, che nel 1971 pubblicarono il loro album capolavoro, In the Land of Grey & Pink: un viaggio onirico verso “la terra del grigio e del rosa”, popolata di fate, elfi, mostriciattoli presi dal calderone pop dell’immaginario medievale. Il tutto sussurrato ai nostri orecchi e intinto nei colori acquerello delle fiabe.  


Musica. Caravan: In the Land of Grey and Pink 


Siamo a Canterbury, dunque, pronti a metterci in marcia per raggiungere la lontanissima Roma, centro della cristianità. Roma si trova sulla via di Gerusalemme, e fin dal VI secolo i pellegrini transitavano numerosi lungo la direttrice romea per compiere il lungo viaggio, che poteva proseguire anche oltre Roma lungo le antiche vie Appia e Traiana sino a Brindisi, da dove ci si imbarcava per Gerusalemme. Dal nord-est della Francia i pellegrini diretti a Roma scendevano in Italia attraverso il valico del Gran San Bernardo. Quindi proseguivano verso sud ed entravano nella nostra regione, dove nell’Alto Medioevo la Via Emilia, tra Piacenza e Parma, coincideva con la Via Francigena, conosciuta anche come Strada Romea.


Il nostro itinerario è quello percorso nell’anno 990 dall’arcivescovo di Canterbury Sigerico, il cui diario di viaggio, conservato al British Museum di Londra, offre una precisa immagine di un tipico pellegrinaggio che dalle Isole Britanniche portava alla città di San Pietro.


La bella musica che avete sentito sinora in sottofondo e che adesso liberiamo al vostro ascolto, è di Ludovico Einaudi. Con questo brano, che si chiama “Andare”, ci mettiamo in cammino, sulle orme degli antichi viaggiatori. 


Musica. Ludovico Einaudi: Andare 


Un viaggio di mille miglia, da Canterbury a Roma, in 79 tappe, fu il pellegrinaggio di Sigerico. Il prelato sassone ne fece compilare il resoconto a uno dei componenti del suo seguito. Sappiamo anche da altre “guide” medievali redatte durante i pellegrinaggi, quali erano i percorsi, i ponti, le locande, gli ospizi e i santuari che si incontravano lungo il tragitto. Sappiamo come vestiva il pellegrino: con un mantello di tessuto ruvido con cappuccio,  una bisaccia appesa alla vita, un bastone chiamato “bordone” e i calzari ai piedi. I più tenaci e intraprendenti viaggiatori del Medioevo attraversavano l’Europa a piedi non per vedere monumenti o paesaggi, ma spinti dal fervore religioso e anche dal senso di libertà che il viaggio infonde. Il pellegrinaggio diventò così non solo la realizzazione di un’esigenza personale, dettata dallo spirito cristiano che si voleva diffondere, ma anche una metafora dell’esistenza.


Nella prossima puntata seguiremo la Via Francigena nella provincia di Piacenza. Intanto vi lasciamo con questa “Serenata di strada” dei Modena City Ramblers, ma non prima di insegnarvi a distinguere i pellegrini che incontriamo lungo la via. Ognuno di loro – potete vedere – porta le insegne del pellegrinaggio: le chiavi incrociate indicano che sono diretti a Roma; la croce o il ramoscello di palma significano Gerusalemme; la conchiglia Santiago de Compostela.


Arrivederci a lunedì prossimo.


Musica. Modena City Ramblers: Serenata di strada


Testo di Claudio Bacilieri, lettura di Fulvio Redeghieri.

Brano corrente

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