Cari amici, oggi vi parliamo di Porto Alegre, città brasiliana salita alla
ribalta delle cronache internazionali per essere stata sede di quattro delle prime cinque edizioni del World Social Forum, la manifestazione
anti-globalizzazione. Porto Alegre, di conseguenza, è un luogo simbolo del sud del mondo che lotta contro la povertà e lo sfruttamento.
E’ una città di circa un milione e mezzo di abitanti, capitale dello Stato
più meridionale del Brasile, il Rio Grande do Sul, al confine con l’Uruguay
e l’Argentina. Fondata nel 1742 con il nome di Pôrto dos Cazaes da coloni provenienti dalle Isole Azzorre, Porto Alegre si presenta oggi come una città in buona parte moderna, con molti grattacieli, ma vi é nel centro una parte storica con la piazza dove fu proclamata nel XIX secolo la Repubblica del Rio Grande del Sud contro l’imperatore Pedro II. Alla guerra di indipendenza partecipò il nostro Garibaldi che venne in aiuto del presidente Bento Gonçalves con i suoi garibaldini.
La città si affaccia su di un grande lago navigabile. Si mangia bene: la
carne é ottima, così come il vino locale ricavato dai vigneti delle colline
circostanti piantati da immigrati italiani. Gli abitanti sono in massima
parte oriundi europei. L’ influenza italiana é rilevante: molti sono gli
oriundi veneti e di altre regioni. Vi è anche una comunità di origine
emiliano-romagnola, che ha come rappresentante Telmo Pedroni, consultore della Regione Emilia-Romagna.
Sarà lui a raccontarci questa città, considerata una delle più vivibili di
tutto il Brasile, sede di due università – una statale e una cattolica – e
di importanti istituti di ricerca.
Intervista a Telmo Pedroni.
Testo a cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Francesca Sutti.