“Un Oceano di silenzio scorre lento / senza centro né principio / cosa avrei visto del mondo senza questa luce che illumina /i miei pensieri neri” – è la voce di Alice, cantautrice di Forlì, che interpreta un brano mistico di Franco Battiato modulato intorno a un testo in tedesco della scrittrice Fleur Jaeggy. Iniziamo con questa canzone il nostro viaggio lungo Musica. Alice: L’Oceano di silenzio Dalla Britannia, re e prelati, abati e arcivescovi sassoni incominciarono già alla fine del VI secolo a recarsi a Roma regolarmente, stabilendo una sorta di cordone ombelicale con il centro della cristianità. I primi pellegrini furono gli abitanti dell’odierna Irlanda, i quali – evangelizzati già in epoca romana e immuni dalle invasioni barbariche – erano anche i più fedeli all’ortodossia cattolica. Questo grande itinerario culturale europeo, divenuto noto come Via Romea o Via Francigena, iniziava – come abbiamo visto – a Canterbury, approdava a Calais, attraversava Piacenza era lo snodo per attraversare l’Appennino. L’itinerario principale passava per Fidenza, Fornovo di Taro, Berceto e passo della Cisa, da cui si scendeva in Lunigiana, a Pontremoli. Vi era, però, una variante che allungava il tragitto sino a Parma, da dove poi ci si ricongiungeva a Fornovo. E un’altra che da Fidenza passava per Arrivati in Lunigiana, l’ultimo tratto della Via Francigena era obbligato: si passava per Lucca, San Gimignano, Siena, Bolsena, Viterbo e finalmente si entrava in Roma. Musica. Emma Shaplin: Carmine meo Abbiamo tracciato in estrema sintesi l’itinerario della Via Francigena che da Canterbury portava a Roma. Mille miglia che i pellegrini percorrevano a piedi, 20- Il libro ha generato anche un lavoro musicale realizzato da Brizzi con la band dei Frida X. Ascoltiamo un brano costruito su una disavventura capitata all’autore e ai suoi compagni di trekking durante il viaggio dal Tirreno all’Adriatico. Musica. Enrico Brizzi & Frida X: Dove sono le nostre amiche? (Da: Nessuno lo saprà – Reading per voce & rock’n roll band) Torniamo alla Via Francigena sulle orme degli antichi pellegrini ma con in mente anche gli scrittori-camminatori, come Thoreau e Chatwin. Vi abbiamo già presentato “Le rêve du jongleur”, l’ottimo lavoro del compositore parmense Roberto Bonati con l’orchestra di ParmaJazz Frontiere Festival e La musica di Bonati – vi facciamo ascoltare tra poco la riscrittura di un brano di anonimo del X secolo – accompagna l’inizio del nostro viaggio nel tratto emiliano della Francigena. Attraversato il Po nei pressi di Soprarivo o Calendasco (il punto esatto del guado non è certo), entriamo nell’attuale provincia di Piacenza, dove comincia un tratto di strada finalmente tranquillo, in pianura. Arriviamo dunque in breve a Piacenza e sulla Via Emilia, che ancora conserva testimonianze dell’epoca romana come i ponti sugli insidiosi torrenti appenninici. Musica. Roberto Bonati: O Lylium Convallium (da “Le rêve du jongleur”) A Piacenza l’arcivescovo di Canterbury Sigerico sostò probabilmente all’Ospitale di Santa Brigida riservato ai pellegrini provenienti dall’Inghilterra. Prima di entrare in città per ammirarne il bel centro storico, il visitatore può fare – anche in bicicletta – un’escursione al cosiddetto “guado di Sigerico”, costeggiando l’argine sul Po lungo il tratto della Via Francigena. Come abbiamo detto, il punto esatto non è stato identificato ma la stele che lo ricorda, a Soprarivo, non dovrebbe essere lontana dal luogo storico. Intorno, c’è un fitto bosco di salici ed è bello farsi sorprendere dal tramonto guardando il fiume. Attenzione, però, a non sprofondare sulle rive di Morfeo, come canta Carmen Consoli. Il fiume ipnotizza chi è reduce da un lungo viaggio e “nitide acque divorano i nostri passi” sulle rive del sogno. “Così sono i fiumi – scrive Sandra Petrignani -, ipnotici. Tutti i fuori-di-testa, i balordi, le puttane, i bracconieri frequentano il fiume. Vanno cantando vecchie canzoni sugli argini, si ubriacano negli chalet delle boschine”… Musica. Carmen Consoli: Sulle rive di Morfeo “Placentia”, città-porto sul Po, è ricca di trame gotiche e romaniche. Nell’XI secolo Piacenza era conosciuta in tutta Europa per la sua posizione centrale rispetto al tracciato della Via Francigena e per la presenza del fiume che la metteva in collegamento con l’Adriatico. La città era attrezzata a scambiare merci, organizzare fiere e ricevere pellegrini: pare fossero una trentina gli “ospitali” destinati ad accogliere i viaggiatori. Gioiello dell’architettura romanica è il Duomo, costruito a partire dal XII secolo. E’ uno dei monumenti più importanti dell’area padana, con la splendida facciata a capanna e la navata centrale che sembra trasportarci a celestiali altezze gotiche. Ma è tardi. Torneremo a Piacenza la settimana prossima. Vi lasciamo con un brano di Roberto Bonati che evoca le visioni mistiche di una santa medievale, la tedesca Ildegarda di Bingen, vissuta all’incirca durante la costruzione del meraviglioso Duomo di Piacenza, la cui parte superiore è gotica, l’inferiore romanica, e quindi affonda nelle nostre radici. Musica. Roberto Bonati: Gli angeli di Ildegarda (da “Le rêve du jongleur”) Testo di Claudio Bacilieri, l
19 Marzo 2007
| Paesaggio dell'anima
N°52-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA
Un viaggio in regione attraverso la musica. 52^ puntata.
La Via Francigena.