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18 Aprile 2007 | Paesaggio dell'anima

N°56-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 56^ puntata.


La sentite, cari ascoltatori, questa musica di Bill Wells e Maher Shalal Hash Baz? E’ un brulichio di suoni che sembrano percorsi da una lieve euforia alcolica: sfasati, quasi stonati, lievitano, crescono, si gonfiano, e ogni strumento pare voler andare per proprio conto. Suoni alla deriva che potrebbero accompagnare una marcia, una processione, un funerale o un viaggio come il nostro, fatto con la testa e con i piedi, con la musica e con le parole, lungo le antiche vie dei pellegrini che ancora attraversano la nostra regione.  


Musica. Bill Wells & Maher Shalal Hash Baz: The dust of months.


Cari amici, come ricorderete, vi abbiamo lasciato la settimana scorsa a 1030 metri d’altitudine, sul passo del Pellizzone che segna il confine tra la provincia di Piacenza e quella di Parma. Stiamo  percorrendo la Via Romea della Val d’Arda, la strada dei viandanti che segue il corso del torrente Arda e dopo il passo scende nel parmense, segue i crinali delle valli del Ceno e del Taro per approdare, finalmente, a Pontremoli, in Toscana, sulla direttrice principale della Via Francigena. Da Pontremoli, ormai superato l’Appennino, i pellegrini proseguivano con minori difficoltà sino a Roma.


Gli ambienti più temuti dai pellegrini dell’anno Mille, come i fiumi e le foreste, sono per noi viaggiatori moderni oggetto di contemplazione. Li abbiamo rinchiusi nei parchi, nelle aree protette, per salvarli dalla nostra stessa furia distruttiva. Allo stesso modo, i nostri antenati dentro le rocche e i castelli trovavano riparo dagli assalti dei nemici. L’imponente rocca di Bardi si staglia su un raro affioramento di diaspri rossi del Giurassico che domina l’alta valle del fiume Ceno. Costruito alla fine del IX secolo come baluardo alle invasioni barbariche, questo castello divenne nel medioevo il centro dell’ampio dominio territoriale dei conti Landi.


I paesaggi che stiamo attraversando hanno il loro cantore. E’ Romano Viazzani, musicista e compositore londinese, figlio di emigrati. La madre, nata a Bardi, ha ispirato il poema sinfonico “Valceno” che Viazzani ha dedicato alla verde vallata appenninica. Ascoltiamo il primo movimento, “La sorgente del fiume”.


Musica. Romano Viazzani: La sorgente del fiume (dal concerto “Valceno”).


La fisarmonica di Viazzani è accompagnata in questo lavoro dall’Orchestra della BBC diretta da Nick Davies. L’autore ricorda di aver imparato a suonare la fisarmonica alle feste della comunità italiana in Inghilterra. Con uno stile quasi impressionistico, il concerto della Valceno evoca luoghi cari alla memoria di molti emigrati parmensi che si sono trasferiti in Galles, a Londra o in altre zone dell’Inghilterra in cerca di fortuna.


Ma di questo vogliamo parlare con un amico che abbiamo incontrato sul tratto della Via Francigena, o Romea, che collega Bardi a Borgotaro. Lui si chiama Romeo, ovvero “pellegrino che va a Roma”. Come dicevano i latini, nomen omen: il nome è il destino. Infatti Romeo Broglia è un viandante dei nostri giorni, figlio di una terra che è stata al centro di forti correnti di emigrazione sin dal Seicento. Romeo fa parte del comitato esecutivo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, al cui interno rappresenta la Provincia di Parma. In questa veste, è impegnato a mantenere i collegamenti tra la Regione e le comunità parmensi e piacentine in Gran Bretagna. Sarà lui a spiegarci la storia e la natura di questi legami. Intanto, per entrare nel clima, ascoltiamo dalla splendida voce di Nick Cave una ninnananna ottocentesca inglese.


Musica. Nick Cave & Current 93: All the pretty little horses.


Dunque Romeo, a te la parola.


Intervista a Romeo Broglia


Bene, stiamo camminando con Romeo Broglia lungo la Via Francigena e siamo arrivati a Borgotaro. A cavallo fra vie romee e vie del sale, le terre che dalla Cisa si susseguono verso ovest fino al Monte Penna hanno dato luogo a una ricca cultura di montagna: i riti delle stagioni e della gastronomia scandiscono ancora oggi la vita di queste valli. La “cerca” dei funghi, ad esempio, è sempre stata al centro di queste tradizioni. E tra tutti i funghi, uno in particolare ci interessa: il fungo porcino di Borgotaro. Vero, Romeo?


Intervista a Romeo Broglia


Musica. Vinicio Capossela: Stanco e perduto.


Stanco e perso su una strada”, canta Vinicio Capossela in questo brano che sembra portare addosso la fatica del viaggiare lenti, su strade basse, come una volta, quando “certe stelle splendevano forte” e “le colline sembravano fantasmi / sul fondo blu / e le strade più misteriose d’adesso / facevano largo alla nostra euforia /  la notte passava in fretta e non sarebbe più tornata”. La notte del viandante, che ci sorprende su queste colline fantasma e lungo strade misteriose che uniscono pievi, castelli e borghi dominati dalla cultura romanica del sasso lavorato a mano.


Chiediamo a Romeo Broglia un’ultima breve descrizione, un ultimo racconto sulle sue terre. Lo salutiamo promettendogli di tornare presto a trovarlo. Non è tempo di funghi, ma Borgotaro ci aspetta per un altro motivo: in una delle sue borgate vive uno dei più noti jazzisti italiani, Giorgio Gaslini, che Romeo ci farà incontrare.


Intervista a Romeo Broglia.


Musica. Giorgio Gaslini: Myanmar suite


Testo di Claudio Bacilieri, lettura di Fulvio Redeghieri.

Brano corrente

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