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21 Maggio 2007 | Paesaggio dell'anima

N°61 – UNA CITTA’, UNA STORIA

Maranello (MO), la città del Cavallino Rampante.

Maranello è un piccolo comune di sedicimila abitanti in provincia di Modena situato sulla fascia pedemontana, lì dove la pianura finisce e inizia la collina.

Nonostante la cittadina sia rinomata per la produzione di aceto balsamico, parmigiano reggiano e piastrelle Maranello è conosciuta in tutto il mondo per la fabbrica delle auto sportive che portano il marchio del cavallino. Maranello è il paese della Ferrari, dove durante le gare del Gran Premio gli abitanti stanno in religioso silenzio davanti alla tv a seguire le gesta dei loro beniamini, con la bandiera rossa che sventola sul balcone o fuori dalla finestra. E quando la Ferrari taglia il traguardo per prima, le campane del paese iniziano a suonare a festa. La Ferrari è i maranellesi sono tutt’uno da oltre cinquant’anni,  quando Enzo Ferrari nel 1943, in pieno conflitto mondiale , decise di spostare lo stabilimento fuori dalla città. La scelta cadde su Maranello dove Enzo Ferrari già possedeva una casa colonica e un qualche appezzamento di terra.



Il legame della Ferrari con Maranello è stato fortemente rinsaldato dalla volontà del Presidente Montezemolo (insignito della cittadinanza onoraria di Maranello il 6 Dicembre 2001) di dare ad una vettura incredibilmente bella il nome della città dove Ferrari ha costruito tutte le sue vetture sia da strada che da corsa: è nata così la Ferrari 550 Maranello. Perché Maranello, nel mondo intero, vuol dire vetture col Cavallino, vuol dire Ferrari. Maranello, perché gran parte della gente che lavora alla Ferrari è di Maranello, a Maranello è la Galleria Ferrari e perché soprattutto il futuro della Ferrari è a Maranello con quella costruzione simbolo che è la Galleria del Vento. Maranello, perché per ritornare al motore anteriore con una sportiva capace di andare ancora più forte della Testarossa e della 512M, ci voleva un nome appassionante. Dal 2002 é in produzione la 575M Maranello, evoluzione della 550.



Il rosso inebriante delle splendide vetture da corsa, vendutissime all’estero, come dicevamo mettono in secondo piano, quello che la città è. Dicevamo poco prima delle produzioni d’eccellenza dell’area, ripetiamole aceto balsamico, parmigiano, prosciutto Dop e piastrelle. Maranello ha una storia che va molto indietro nel tempo. Ritrovamenti archeologici documentano tale storia almeno dall’età del bronzo (1800-1000 a.C.) ma con numerosi reperti anche di epoche molto precedenti. Con certezza si sa che vi furono insediamenti di popolazioni di estrazione ligure (Ligures friniates) e che le legioni romane che stavano via via conquistando l’Italia le assoggettarono tra il 189 ed il 179 a.C. La conferma della presenza romana si trova ancor oggi in una delle strade principali che attraversano il paese e che si chiama via Claudia: era un antico percorso forse di epoca etrusca, alternativo ad un tratto della via Emilia che venne sistemato dal console Claudio il quale vi legò il suo nome.


Il nome Maranello deriva con ogni probabilità dal fatto che vi si insediò una famiglia di Marano (un comune confinante a sud), che vi costruì il castello, tuttora esistente, dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1501. Le case intorno al castello costituiscono il borgo chiamato Maranello vecchio. La via Giardini, ex Statale dell’Abetone, che attraversa la cittadina e che ha assunto una grande importanza logistica perché passa proprio davanti allo stabilimento della Ferrari è stata voluta dal duca Francesco III per unire il ducato di Modena col Granducato di Toscana e favorire così lo sviluppo economico e sociale del Paese, venne iniziata nel 1766 e terminata in dieci anni: si trattava per l’epoca di una impresa gigantesca, con una lunghezza di quasi cento km in territorio Modenese, dal capoluogo al confine toscano. Sul percorso erano dislocati stazioni di posta, osterie, fontane, posti di ricovero e ristoro per i viaggiatori, una vera autostrada ante litteram. Il progetto e la direzione dei lavori vennero affidati all’ingegnere Pietro Giardini che impiegò nell’impresa 3000 operai. Il Duca, entusiasta del risultato, diede alla strada il nome del suo realizzatore.



Grazie a questa strada e per la sua collocazione ai piedi dell’appennino Tosco Emiliano, Maranello ha acquistato per i modenesi la fama di un posto buono per la villeggiatura. All’incrocio tra la Via Giardini e la Via Claudia si è sviluppato il paese come lo conosciamo oggi e che per molti anni è stato chiamato Maranello nuovo. Oltre al nucleo centrale, il Comune di Maranello è formato anche dalle località di Pozza, Gorzano, Torre Maina, Torre delle Oche, San Venanzio e Fogliano.


A cura di Marina Leonardi.

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