Musica. Fatima Miranda: Canto largo La scorsa settimana, cari amici, eravamo in montagna, nell’Appennino parmense, tra il fresco dei boschi del passo della Cisa. Ora, però, dobbiamo scendere nell’afosa pianura, per raggiungere una città dove ancora non vi avevamo portato: Ravenna. Dall’Appennino scendiamo con in testa le parole di David Le Breton, autore de “Il mondo a piedi”, che ha inaugurato al passo della Cisa il festival nazionale del cammino “PassoParola”. Camminare è bello – ha detto Le Breton – perché non serve a niente: “procura solamente l’esultanza sensoriale dell’esistere, di immergersi nella serena tranquillità del mondo. Vagabondare è oggi una forma meravigliosa di trasgressione”. La musica adatta a scendere dai monti ci sembra questa “Mazurca da strada” del gruppo piacentino Enerbia, impegnato nel recupero della ricca tradizione musicale di queste valli, luogo di passaggio dalla pianura al mare. Musica. Enerbia: Mazurca da strada I ritmi della musica popolare sono nati per accompagnare riti che oggi non si celebrano più, come l’arrivo della primavera o il fidanzamento, e momenti che viviamo diversamente, come le feste nelle sere d’estate. Perciò, ci sembra che queste melodie, così inattuali, si aggrappino disperatamente ai monti che stiamo per lasciare, veleggiando sulle nuvole, e che le vallate nascoste ci rimandino l’eco di ciò che è stato per non farci smarrire il profumo del tempo. Pensieri che ci fanno venire un po’ di malinconia, mentre a Berceto saliamo sulla macchina per imboccare l’autostrada A 15 che ci porterà a Parma, e da lì, poi, Malinconia, nella canzone di Luca Carboni, tornato con un nuovo disco dopo cinque anni, è “sentire che tutto si può perdonare, /che tutto è sempre uguale /cioè che tutto può cambiare / è stare in silenzio ad ascoltare e sentire /che può essere dolce un giorno / anche morire”. Musica. Luca Carboni: Malinconia Usciamo da Bologna, da Porta San Vitale, e prendiamo la strada statale 253, la più importante via di collegamento, dopo l’autostrada (che a noi non piace: l’avrete capito), tra Bologna, Ravenna e la costa adriatica. L’antica Via Salaria ora si chiama San Vitale e prende nome dal martire cristiano al quale è dedicata la famosa basilica paleocristiana di Ravenna, ricca di marmi e mosaici, costruita nel VI secolo. Inizia appunto a Bologna e, su un tracciato pianeggiante e scorrevole, si conclude dopo Mettiamoci in viaggio, allora, con una canzone dei riminesi Nobraino che ha un andamento scherzoso, fanfarone, quasi balcanico: ed è giusto, visto che stiamo andando verso est. Verso Ravenna, la porta d’Oriente. Musica. Nobraino: Cecilia Il primo paese interessante che incontriamo sulla strada San Vitale dopo la partenza da Bologna, è Medicina. Nome curioso, che la leggenda fa risalire all’imperatore Barbarossa, il quale sarebbe stato curato qui con un brodo di vipera. Più facile, invece, che la medicina sia quella delle acque curative del torrente Sillaro. Ma il Barbarossa c’entra davvero con la storia di Medicina; infatti fu lui, con diploma imperiale del Dopo Medicina termina la provincia di Bologna e inizia quella di Ravenna. A Massa Lombarda siamo dunque già in Romagna. Il centro del paese ha la pianta squadrata tipica delle strutture fortificate presenti in tutta la pianura emiliano-romagnola. Belle, anche qui, le chiese: di San Paolo e di San Salvatore. A Lugo ci colpisce subito la rocca e, a breve distanza, il Pavaglione: il quadriportico rettangolare che racchiude piazza della Fiera e sembra un set del film “Novecento” di Bertolucci (che invece è ambientato in Emilia). E’ luogo del mercato e via vai di tosta gente di Romagna, in questa terra dall’anima profonda a cui ci rimanda questa canzone dei forlivesi Bevano Est. Musica. Bevano Est: Vieni e vai Terminiamo in bellezza il nostro viaggio di oggi con la cittadina più interessante che s’incontra lungo la statale 253: Bagnacavallo. Il centro storico un tempo era delimitato da canali navigabili; ora non più, ma resta bello lo stesso. I portici di piazza Nuova disegnano uno spazio poetico, nel ricordo delle antiche botteghe artigiane che animavano la vita quotidiana. La piazza ellittica, così come gli edifici monumentali e l’arioso slargo di piazza Libertà, sembrano sopportare le infinite finzioni del tempo e sono ancora lì, pietra su pietra, ad accogliere il viaggiatore disilluso. Andiamo a rifocillarci in una tipica osteria cercando di non esagerare con l’Albana, il vino di queste parti. E, come la cantautrice romagnola Alice, invitiamo gli angeli alla nostra tavola, affinché la imbandiscano con la memoria, le beate illusioni di una volta e la sobrietà – che è il modo più elegante per affrontare il passaggio del tempo. “Sai che ogni giorno passano / richiami che poi svaniscono / nel labirinto dei tuoi pensieri. / Forse per questo gli angeli / riportano alla tua tavola / memoria e tepore della sobrietà”… Musica. Alice: Passano gli anni A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.
10 Luglio 2007
| Paesaggio dell'anima
N°68-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA
Un viaggio in regione attraverso la musica. 68^ puntata.