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23 Luglio 2007 | Paesaggio dell'anima

N°70-IL PAESAGGIO DELL’ANIMA

Un viaggio in regione attraverso la musica. 70^ puntata.


Musica. John Surman: Portrait of a romantic


Siamo arrivati a Ravenna, cari ascoltatori. L’estate è ormai a metà del suo corso, e mentre le spiagge si affollano e i vacanzieri invadono ogni spazio disponibile, noi siamo sì al mare, che a Ravenna è vicino, ma ci stiamo più che altro con l’immaginazione, come si addice ai romantici – e come ci suggerisce questo splendido pezzo del sassofonista inglese John Surman che si intitola, appunto, “Ritratto di un romantico”. Ci serve, questa musica che fa vibrare le corde più sensibili, per entrare in sintonia con la città dei mosaici. Divenuta capitale dell’Impero d’Occidente, poi del regno dei Goti e quindi dell’esarcato bizantino, Ravenna conobbe un periodo di splendore che non solo ha lasciato le testimonianze che tutti conosciamo, come la Basilica di San Vitale o Sant’Apollinare in Classe, ma ci ha aperto anche il regno della fantasia, e dell’inconscio, forse.


Musica. John Surman: Portrait of a romantic 


Ravenna, dunque, come luogo che ha vissuto grandi momenti di storia ma anche seducenti leggende. Qualche anno fa è stato pubblicato, a cura dell’autore ravennate Eraldo Baldini, un racconto dimenticato della scrittrice inglese Vernon Lee, apparso nel 1894 con il titolo “Ravenna e i suoi fantasmi”. Si tratta di un racconto sull’immaginario della città, ossia su quello che Ravenna ha rappresentato per artisti, scrittori, intellettuali e visitatori comuni. Vernon Lee, che era attenta ai temi sociali, si meravigliava di come Ravenna fosse moderna, “piena dell’irregolare, confusa, vita moderna” col suo socialismo e le sue bonifiche di fine Ottocento, ma al contempo fosse un “nido di fantasmi”, abitato da un passato tanto lontano da aver perso ogni contatto con noi. I fantasmi sono quelli degli imperatori bizantini e degli esarchi, dei re goti e dei tiranni medievali, delle figure dimenticate della storia. E poiché Ravenna vuol dire Bisanzio, ascoltiamo questo bellissimo canto bizantino dalla voce di Soeur Marie Khairouz.


 Musica. Soeur Marie Khairouz: Pour la Vierge Marie (canto bizantino)


La mia prima impressione di Ravenna – scrive Vernon Lee – fu quella di un malinconico tramonto di primavera a Classe. Il luogo dell’Adriatico in cui un tempo era ancorata la flotta (classis) dei Romani e degli Ostrogoti. Quel luogo di cui oggi non resta neanche una pietra, ma che ci possiamo immaginare guardando il magnifico mosaico di Sant’Apollinare Nuovo, dove a rappresentarlo ci sono un’elegante cima muraria di tessere d’oro e una striscia di blu oltremare, con due barche, di cui una con la vela bianca gonfiata dal vento. 


Musica. Emma Shaplin: Carmine meo


Ci sembra proprio di essere lì, nel mare aperto, nell’Adriatico bizantino, che era senza ombrelloni, senza bagnanti, senza piadine e creme abbronzanti e discoteche; senza le migliaia di ragazzi che cercano il loro giusto divertimento postmoderno, e nemmeno possono immaginare com’era la vita quando dominava il rigore ascetico, il “deserto” contendeva la supremazia al “mondo”, la volontà soffocava l’istinto: quando le navi solcavano l’Adriatico e facevano la spola da Ravenna a Bisanzio. Ci sembra, in un gioco di specchi rovesciato, che anche i ragazzi di oggi di Kandahar, Ta’izz o Shiraz sappiano poco di noi, pur in un mondo che si rimescola. E dunque il passato a volte riaffiora, Bisanzio tende ancora le sue mani.


Se chiudiamo gli occhi davanti al mosaico di Sant’Apollinare e torniamo indietro di un millennio e mezzo che cosa vediamo? Il porto aperto – dice Vernon Lee – dove stazionano grandi navi e flottiglie, mentre le imbarcazioni più piccole risalgono lungo i canali e le rive sabbiose fino in città.


Ravenna capitale del governo bizantino in Italia, con gli ori e le ombre delle sue basiliche, e con quella striscia blu oltremare (esiste un colore più bello?) che porta dritto fino a Bisanzio, tra le onde.


Musica. Agricantus: Istanbul Uyurken.


A cura di Claudio Bacilieri, lettura Fulvio Redeghieri

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