21 novembre 2009
Le musiche di questa settimana: Neil Young, Nicola Bagnoli, Radìs, Quintorigo.
Musica. Neil Young: Prairie wind.
Sentite il vento della prateria del vecchio Neil Young, cari ascoltatori? Le steppe e le praterie sono fatte di erbe e di bassi arbusti, ma questo paesaggio d’acque che vediamo dal finestrino del treno che ci riporta a Ferrara, questi alberi rinsecchiti di novembre, questa pianura di brutti capannoni in mezzo ai frutteti, ci ricorda la steppa. Non una landa desolata come l’uniforme pianura russa senza alberi – perché da noi gli alberi ci sono – ma, insomma … a qualcuno prima di noi è venuto in mente di parlare di “steppa padana”. Nella steppa padana è il titolo di uno spettacolo di Giovanni Veronesi e Mauro Marchese, di cui ascoltiamo un pezzo della colonna sonora. Ne è autore il compositore bolognese Nicola Bagnoli.
Musica. Nicola Bagnoli: Funerale.
“Dalla Padania alla steppa” è anche il sottotitolo di uno splendido libro dello storico romagnolo Piero Camporesi, “Le vie del latte”. Con la sua prosa affascinante, Camporesi insegue le vicende del “liquido vitale”, il latte, immergendoci nei gusti culinari delle terre padane. La direzione in cui ci conducono le “vie del latte” è opposta a quella che portò le culture nomadi delle steppe dell’Asia centrale a imporsi nelle tradizioni alimentari della Padania. Ora dobbiamo difendere, scriveva Camporesi, burro e formaggi, ma anche rane e trippe, stufati e brasati, dalla dieta mediterranea basata sull’olio e “rosseggiante di pomodoro”. Lattiginosa è anche questa giornata di novembre che da Ferrara ci porta nella bassa Romagna attraverso posti come Portomaggiore, Argenta, Alfonsine, sulla strada per Ravenna. Da queste zone rustiche, precisamente dalle parti di Ravenna, vengono i Radis, che celebrano anche nel nome del loro primo cd, “Radicanti”, le radici romagnole. Sera ad nuvembar è una canzone sull’amicizia: E a volte in novembre – traduciamo dal dialetto romagnolo – le sere son tutte grigie e tutte uguali / ma a volte ci sono amici che possono ascoltarti /quando non hai niente da dire / vieni con me verso le luci nella nebbia / vieni con me nel rumore dell’osteria / troverai una sedia per te …”.
Musica. Radis: Sera ad nuvembar.
Il gruppo si è formato nel 2009 da un’idea – dicono – che risale al 1870, quando i loro bisnonni facevano bisboccia nelle osterie della bassa Romagna o tra le vigne, suonando violini e pive e accompagnandosi con generosi bicchieri di vino. Abbiamo evocato la steppa e quindi il pensiero va a Samarcanda, mitica città sulla via delle antiche carovane, che è anche il titolo di una famosa cover di Roberto Vecchioni, che ascoltiamo nell’interpretazione folk-rock dei Radìs. È una delle canzoni più riuscite di Vecchioni, e racconta la storia di un soldato che, fuggendo a Samarcanda per salvarsi la vita, va incontro alla propria morte, con cui aveva appuntamento proprio lì, senza saperlo.
Musica. Radis: Samarcanda (di Roberto Vecchioni).
Terre del Po e steppa. Immaginiamo queste nostre zone durante l’ultima era glaciale, quando ogni creatura vivente era stretta nella morsa di un gelido ambiente incontaminato. Fu a quell’epoca che in tutto l’Alto Adriatico si creò un ecosistema favorevole all’ingresso dei grandi mammiferi dell’Europa centro-orientale. La pianura padana si popolò di mammut, rinoceronti, bisonti delle steppe. La traccia dell’antichissimo passato in cui la nostra pianura era una steppa, è racchiusa nei resti fossili della Cava a Filo, a due passi da Bologna, nel cuore del Parco regionale dei Gessi e dei Calanchi dell’Abbadessa. Fotografia invernale: “la bellezza narcotica di una pianura totale” – come diceva Guido Piovene della piana ferrarese – in questa stagione “si fa leggera, evanescente, di un bianco azzurro uniforme”. Monotono paesaggio agrario, dove si rifugia il nostro sconforto.
Vi salutiamo, per restare in tema, con Pithecanthropus Erectus dei Quintorigo, band romagnola sublime nel mischiare i generi, che nel suo ultimo lavoro si è cimentata con la rivisitazione dell’universo di Charlie Mingus, tra i più coinvolgenti del jazz del Novecento.
Musica. Quintorigo: Pithecanthropus Erectus (da Quintorigo play Mingus).