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7 Aprile 2011 | Racconti d'autore

Operette ipotetiche

di Ugo Cornia, Quodlibet 2010 (seconda puntata)

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

7 aprile 2011

Ugo Cornia abita Modena come i filosofi greci abitavano Atene, nel senso che Modena è la sua patria, come Atene era la patria ad esempio di Diogene Cinico. E senza Modena non si sa cosa Ugo Cornia avrebbe fatto, se avrebbe mai scritto i suoi tipici e incantevoli libricini; come Diogene, che senza Atene non sarebbe stato un cinico famoso ma solo un barbone.

Qui in queste Operette ipotetiche Ugo Cornia si mette a fare dei ragionamenti partendo da strampalate (ma forse non troppo) ipotesi: cosa succederebbe se Dio facesse sparire per un po’ Piazza Grande di Modena; o resuscitasse la mummia di Tutankhamon con tutti i problemi connessi; se il Dio monoteista si fosse affermato sugli antichi dèi politeisti con pestaggi indiscriminati; se Giove e Mercurio esistessero davvero e interferissero col genere umano e con le donne in particolare; se coi progressi della plastica una mucca potesse diventare una signora.

Insomma, sarebbe un libricino classico di filosofia, se non fosse tutto fatto di storie comiche e campate per aria, che però danno da pensare filosoficamente.

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