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23 Giugno 2012 | Paesaggio dell'anima

Prima la vita, poi l’economia

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.

23 giugno 2012

Le musiche di questa puntata sono di: Beatles, Max Bruch, Zbigniew Preisner, Claudio Lolli, Enzo Del Re.

Musica. Beatles: Penny Lane (Eseguita il 22 maggio 2011 al Teatro Luciano Pavarotti di Modena da I Virtuosi Italiani; direttore Aldo Sisillo, voce Cristina Zavalloni, arrangiamenti Raffaele Tiseo).

La splendida voce della bolognese Cristina Zavalloni accompagnata da I Virtuosi Italiani, una delle formazioni più qualificate del panorama musicale internazionale, ha aperto la nostra puntata di oggi. Avrete riconosciuto Penny Lane, canzone composta da Paul Mc Cartney e pubblicata dai Beatles nel 1967 come omaggio ai luoghi della loro infanzia. Penny Lane è una strada di Liverpool che i ragazzini percorrevano all’uscita da scuola: c’erano il barbiere, la banca, il posto in cui comprare quattro penny di fish & chips, il capolinea degli autobus; sotto la pensilina anche Paul e John aspettavano il bus nei giorni di pioggia. Ci è venuta in mente questa canzone perché il tempo trasfigura le cose, le fa rivivere nella memoria e le abbellisce. Senza più i simboli della memoria, come le antiche chiese, le torri, i campanili, i paesi della Bassa emiliana colpiti dal terremoto rischiano di perdere la loro identità, di diventare l’ennesimo agglomerato anonimo di strade e cemento. Secondo noi occorre ricompattare la comunità intorno a questi simboli, ricostruirli pietra su pietra. Ma la spinta a ripristinare la normalità deve comprendere anche un cambiamento di passo.

Musica. Max Bruch: Adagio su melodie ebraiche op.47 “Kol Nidrei” per violoncello e orchestra (Eseguita il 14 gennaio 2012 al Teatro Luciano Pavarotti di Modena da I Virtuosi Italiani; Alberto Martini primo violino concertatore, Leonardo Sapere violoncello).

Come non commuoversi davanti a questa struggente melodia ebraica? Kol Nidrei è la preghiera che chiude la festività ebraica di Kippur; la composizione di Max Bruch ce la restituisce in tutta la sua intensità. La ritualità ebraica è stata descritta come quel “circolo che porta l’eternità nel tempo”. Sappiamo, cari ascoltatori, che il tempo può essere inteso come circolo o come linea: come un cerchio che torna sempre su se stesso o come una linea che parte da un punto e arriva a un altro. Facciamo queste considerazioni perché l’articolo di Wu Ming 1 sul terremoto in Emilia di cui vi abbiamo parlato la settimana scorsa, è stato l’unica voce che si sia alzata a contestare “l’illusione che si possa tornare subito al tran tran di prima, ai ritmi forsennati di prima”. La spinta degli emiliani a rimediare al disastro del terremoto tornando subito alla normalità, “è costata altre vite – ha detto lo scrittore: le aziende non hanno atteso le verifiche e gli operai sono tornati a lavorare in capannoni a rischio, con le conseguenze che sappiamo”: altri 16 morti tra operai e imprenditori provocati dalla nuova scossa del 29 maggio.

 Musica. Zbigniew Preisner: Time passing.

Vedete, cari amici, come le nostre riflessioni sul tempo abbiano a che fare con il recente sisma. Certo, siamo orgogliosi della capacità degli emiliani di “ripartire”. E “ripartire”, come ha notato Wu Ming 1, è stata la parola più usata da tutti nei giorni immediatamente successivi al terremoto. “Tuttavia – aggiunge l’autore bolognese – sarà il caso di cambiare meta e percorso, saltando giù da questo treno iperveloce”. Qualcuno ha azzardato – quasi un’eresia in questi tempi di spread e di banche e di debiti pubblici – che “la vita vale più dell’economia”. Qualcun altro ha visto, dopo la chiusura delle scuole per il terremoto, bande felici di bambini scorazzare nei parchi come ubriachi per tanta libertà, improvvisamente liberi dai tempi infernali che gli adulti han costruito loro addosso. Qualcun altro nel lontano 1976 vedeva a Bologna “zingari felici / corrersi dietro e far l’amore e rotolarsi per terra”, vedeva “zingari felici in piazza Maggiore / ubriacarsi di luna di vendetta e di guerra”. Vi riproponiamo la celebre canzone di Claudio Lolli nella versione del 2009 di Luca Carboni e Riccardo Sinigallia.

Musica. Claudio Lolli: Ho visto anche degli zingari felici (Esecuzione di Luca Carboni e Riccardo Sinigallia in “Musiche ribelli”, 2009).

L’Emilia saprà risorgere ancora una volta. Con costanza, tenacia, razionalità e fantasia, gli emiliani trasformeranno i luoghi del disastro in nuove opportunità. Resteranno uniti per contrastare con la forma associativa il capitalismo da squalo, come han sempre cercato di fare. Ma attenzione: bisognerà cambiare passo. Approfittare di questo disgraziato Evento “per respirare, pensare, prepararci a lottare”, suggerisce Wu Ming 1 nel suo articolo. La vita è più importante dell’economia e, come recitava una vecchia canzone di Enzo Del Re del 1974, utilizzata in apertura e chiusura delle trasmissioni radiofoniche dalla bolognese Radio Alice nei giorni pazzi e deliranti della rivolta studentesca del 1977, “la salute non ha prezzo / quindi rallentare il ritmo / pausa pausa / ritmo lento”. Lavorare con lentezza (questo brano ha dato il titolo al film di Dario Chiesa del 2004 su Radio Alice), vivere slow: sembrano idee inappropriate in un momento come questo in cui bisogna rimboccarsi le maniche perché ci sono ancora circa 15 mila persone assistite, ospitate in tendopoli, strutture al coperto e alberghi. Ma cambiare passo, fare più attenzione alla qualità della vita, riflettere su dove ci sta portando l’economia (che in buona parte è di rapina), conviene. Togliere il piede dall’acceleratore, prendersi una pausa, pensare a quel che dobbiamo fare domani, certo; ma, anche, sapere che domani è domenica, e tra sette giorni sarà ancora domenica; e l’anno prossimo sarà di nuovo giugno, perché una volta all’anno da mille e mille anni arriva giugno. E il tempo non è una freccia dritta, ma si ripete nel suo infinito ciclo. L’eterno ritorno dell’identico.

 Musica. Enzo Del Re: Lavorare con lentezza.

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