1 dicembre 2012
Le musiche di questa puntata: Greg Lake, King Crimson, Emerson Lake & Palmer, Banco del Mutuo Soccorso, Area.
Musica. Greg Lake: C’est la vie (da « Works – Vol. 1 » di Emerson Lake & Palmer).
Dalla montagna, cari ascoltatori, dov’eravamo la settimana scorsa, siamo tornati in città, a Bologna, perché domenica 2 dicembre all’Auditorium Manzoni c’è un evento che non vogliamo perdere: il concerto di Greg Lake, la leggendaria voce dei King Crimson e di Emerson Lake & Palmer, due band rappresentative del miglior rock progressive degli anni Settanta. E al rock progressive è dedicata la rassegna invernal-primaverile del Teatro Manzoni, dove sono in programma i concerti del Banco del Mutuo Soccorso e de Le Orme (in un’unica serata l’8 dicembre), degli Area (presenti con tre storici componenti del gruppo, il 12 aprile 2013), di Steve Hackett, componente dei Genesis (il 27 aprile) e dei New Trolls (il 4 maggio). Con la puntata di oggi torniamo indietro di una quarantina d’anni, perché una cosa che ci ha sempre affascinato, è la trasformazione dell’artista nel tempo. Ci sono grandi artisti morti giovani: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain, Brian Jones, Janis Joplin, Amy Winehouse, con la maledizione del 27esimo anno di età, superato di poco da geni della pittura come Schiele e Basquiat, morti a 28, Raffaello, Parmigianino, Watteau, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, scomparsi a 37. E ci sono artisti dalla vitalità inarrestabile, che da vecchi hanno maturato uno stile altrettanto interessante di quello praticato da “cuccioli”, come Tiziano e Picasso. Cosa c’entra tutto questo? – direte. Be’, guardate la fotografia di Greg Lake quando cantava “The Court of the Crimson King” con i King Crimson e guardatelo oggi, a 65 anni. La domanda è: si può sopravvivere al mito di se stessi?
Musica. King Crimson: The Court of the Crimson King.
Sia nel primo, nostalgico, brano sia nella mitica melodia della corte del Re Cremisi, con i suoi personaggi medievali (la regina nera, la strega del fuoco, il pifferaio purpureo, il giallo buffone) abbiamo potuto apprezzare la voce di Greg Lake, profonda e potente. Torniamo un attimo su “In the Court of the Crimson King”, il primo album dei King Crimson, pubblicato nel 1969, considerato dai critici una pietra miliare del rock progressivo, se non il disco più influente di questo genere, capace di allargare gli orizzonti del rock contaminandolo con il jazz e la musica sinfonica. Musica sperimentale e testi intriganti, scritti da Pete Sinfield, decretarono il successo del gruppo. Il disco rifletteva le ansie di quella generazione: la guerra in Vietnam (“Innocenti violentati con il fuoco del napalm”, canta Greg Lake in “21st Century Schizoid Man”), il pacifismo hippie (“You don’t possess me”, voi non mi possedete, canta in “I Talk to the Wind”) e profezie apocalittiche (“Il destino di tutta l’umanità che vedo / è nelle mani di idioti”, nel testo di “Epitaph”). Nel 1970 Greg Lake abbandona i King Crimson per unirsi a Keith Emerson e Carl Palmer: gli ELP diventano un trio d’avanguardia che scrive alcune delle pagine più belle del rock. Vi facciamo ascoltare un brano famoso, che speriamo Lake suoni domenica sera all’Auditorium Manzoni di Bologna, “Lucky Man”.
Musica. Emerson Lake & Palmer: Lucky Man.
Abbiamo cercato in internet le immagini attuali di Ian Mc Donald, Pete Sinfield, Greg Lake e di altri protagonisti della creativa stagione del rock progressivo. Ah, come il passare degli anni è impietoso! Ci chiediamo cosa voglia dire essere stati delle rockstar ed essere ora dei tranquilli signori ultrasessantenni, con la musica nel sangue che scalpita per uscir fuori di nuovo, per prendere forma tra mani non più agili che stringono una chitarra, e cercare una nuova vena creativa, per farsi ascoltare non solo dai coetanei ugualmente invecchiati, ma anche da ragazzi che all’epoca del Re Cremisi non erano ancora nati. Greg Lake è tornato sulle scene con il nuovo tour solista “Songs of a lifetime”. Vuole riannodare i fili di una lunga storia che l’ha visto, dopo l’uscita dai King Crimson, e prima dei milioni di dischi venduti con ELP, fondare un’etichetta e produrre due band italiane, la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso. Quest’ultimo gruppo – a nostro avviso il migliore del rock progressive italiano – ha debuttato nel 1972 con un album molto innovativo (quello con il salvadanaio in copertina) al quale è seguito un altro ottimo lavoro, il concept-album “Darwin” che aveva per tema l’evoluzione della specie. Dal quarto album, prodotto con l’etichetta di Greg Lake e chiamato semplicemente “Banco”, ascoltiamo il brano “Pioverà”, dove la voce tenorile di Francesco Di Giacomo e le tastiere dei fratelli Nocenzi si esaltano a vicenda.
Musica. Banco del Mutuo Soccorso: Pioverà.
Il Banco e Le Orme, come dicevamo prima, si esibiranno sullo stesso palco dell’Auditorium Manzoni di Bologna in un’unica serata l’8 dicembre, prima ogni gruppo col proprio repertorio e poi in un finale tutti insieme. Ora, un po’ tutte queste formazioni sono impegnate in azioni di revival dei loro brani storici degli anni Settanta. Il 12 aprile il Manzoni di Bologna ospiterà gli Area, attivi dal 1972 e rimasti orfani nel 1979 della loro voce solista, il grande Demetrio Stratos scomparso prematuramente. Insieme e più del Banco, gli Area rappresentavano l’impegno politico della loro generazione, come si può capire dal brano che abbiamo scelto, “Gioia e rivoluzione”. L’originale fusione di generi, dal rock progressivo al free jazz, dalla musica etnica a quella elettronica, ha fatto degli Area dei precursori di tanta musica a venire. Negli anni Settanta ci sono le radici della musica di oggi.
Musica. Area: Gioia e rivoluzione.