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18 Febbraio 2012 | Paesaggio dell'anima

Sinfonia in bianco

Un viaggio in regione attraverso la musica

A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri

18 febbraio 2012

Le musiche di questa puntata: Penguin Cafè Orchestra, Joy Denalane, Lana Del Rey, Stefano Savini, U2.

Musica. Penguin Cafè Orchestra: Air à danser.

E se all’improvviso, da tutta questa neve che ci circonda – mai così tanta negli ultimi 27 anni – spuntasse una pallida bellezza come la Madame Kalergis della poesia di Gautier “Sinfonia in bianco maggiore”: una donna-cigno dalla bellezza polare, candida come la neve, “bianca come il chiaro di luna / nei cieli freddi sopra i ghiacciai”? Una donna dalla pelle come neve che fa sembrare ingiallite le camelie e il raso bianco, e le cui spalle sono abbaglianti marmi di Paro. Se una donna così – che è un ermellino, una madreperla, ogni fiore gelato su ogni finestra rivestita di brina – apparisse come in sogno tra i cumuli di neve che da più di una settimana hanno isolato la Romagna? La Romagna, terra calorosa, che quest’anno, più di ogni altra regione d’Italia, sprofonda nell’inverno più vero, sferzata dal blizzard, il micidiale vento polare.

Musica. Joy Denalane: Stranger in this land.

Domenica scorsa, la tempesta perfetta. L’Alta Valmarecchia, in provincia di Rimini, sepolta sotto 190 cm di neve. La neve è stata modellata dal vento e si è appoggiata su ogni cosa, a onde, come bambagia. Onde enormi, invalicabili. La bufera di neve ha impedito ai mezzi meccanici di spalare le strade. I paesi sono rimasti isolati. Tra la Valmarecchia e la Valconca, ha preso corpo e forma l’idea del grande Nord. Il pianeta Inverno è ritornato. E con esso, ha fatto un’apparizione anche la donna polare di Gautier: c’è chi dice di averla vista proprio durante la tormenta di neve sul sagrato della chiesa di Pennabilli, chiusa in una gabbia di gelo. Altri sostengono che sia entrata in un bar sulla piazza di Mondaino: una piazza semicircolare bellissima, con porticato neoclassico, progettata nell’Ottocento da un architetto che lavorò per gli zar a San Pietroburgo. Sì, dicono che il proprietario del bar e alcuni avventori abbiano spalato la neve per consentirle di entrare. Dicono che fosse vestita di bianco e avvolta da una brina invisibile, custode del ghiaccio stellato.

Musica. Lana Del Rey: Born to die.

Era tutt’uno con la neve. Era tutt’uno con il nevischio nei cieli, come in certe pitture olandesi del Seicento, dove in un paesaggio di ghiaccio si vede passare una slitta trainata da un pony: sopra c’è una donna vestita di bianco e con un cappello di piume … Visioni da operetta o da balletto. Visioni, come la coltre bianca stesa sulla Romagna. E’ qui che si sono incontrate l’aria gelida siberiana e l’aria atlantica, umida e mite. L’entroterra di Cervia era al confine tra neve e pioggia. Lì, come a Ferrara, una notte di bora: raffiche tanto forti da sembrare ululati. La bora ha portato secchiate d’acqua, tenendo lontana la neve. Dove invece è riuscita a liberarsi dal vento, la neve ha sciolto le briglie, incontinente. Ah, quale piacere per lei dare la sua bianca e soffice forma al mondo; quale spettacolo della natura!

Musica. Stefano Savini: Cosmos.

C’è una cosa che dobbiamo sapere. Nessuno potrà mai sfiorare il candore del corpo della donna dalla pelle di neve. Il cuore di Mme Kalergis, avverte Gautier, congela rapidamente. Per sciogliere il suo cuore, bisogna riuscire nella difficile impresa di “dare un tono rosa a quell’implacabile biancore”. Bisognerà aspettare la primavera, quando fiorisce il pesco, e le campagne di Romagna sono impreziosite dal rosa dei suoi fiori. Perché, come canta Bono in questa canzone degli U2, “soltanto un cuore potrebbe essere bianco come la neve”.

Musica. U2: White as snow.

Brano corrente

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