14 gennaio 2012
Le musiche di questa puntata: Radiohead, Brian Eno, J. S. Bach, Quartetto Magritte, Balmorhea.
Musica. Radiohead: Staircase.
Cari amici, avete trascorso bene il Natale? La festa dell’infanzia perduta. Il momento delle promesse di rigenerazione. La speranza di un nuovo inizio individuale e di un mondo migliore. Il Natale è un po’ tutte queste cose. Solo che, non appena, spinti dal festoso clima natalizio, ci ripromettiamo di diventare dei fuoriclasse della bontà, subito si spengono le luminarie e i giorni tornano a essere normali, con i problemi di sempre. Eppure, noi abbiamo qualcosa da imparare nell’anno che verrà. Siamo andati a scuola, per questo, dai migliori filosofi italiani, che sono venuti a Misano Adriatico per parlarci dei “nuovi piaceri della vita”, grazie agli incontri filosofici organizzati dalla Biblioteca Comunale. Eccoci dunque in questo posto strano che è Portoverde, il porto turistico di Misano: un villaggio di appartamenti turistici intorno alla darsena che ospita le imbarcazioni. I proprietari di queste barche sono certamente benestanti, ma – ci chiediamo – sono altrettanto felici? E quali sono i piaceri che possono renderci felici?
Musica. Brian Eno: And then so clear.
E’ mezzanotte. Sono accese ancora tutte le luci di Portoverde. Il mare Adriatico è una tavola liscia, i monolocali nei palazzoni sono illuminati. Dalle barche ormeggiate nel porto escono musiche, risa, rumori di stoviglie, tintinnii di bicchieri. E’ questa la felicità? O il lusso di far parte del ristretto “popolo degli yachts” è solo lo stereotipo di un piacere? Ci sono state epoche in cui la felicità di vivere ha coinciso con l’ebbrezza di uscire la sera, divertirsi, dare scandalo e sfogo alla creatività: gli anni Venti parigini, le scorribande di Fitzgerald in “Tenera è la notte”, il vitalismo di Hemingway, la dolce vita di Fellini – che tra l’altro era di queste parti. Ma in uno degli incontri della rassegna filosofica di Misano, il filosofo Maurizio Viroli ha ricordato la figura di Niccolò Machiavelli, che nel silenzio delle notti d’inverno, alla luce fioca di una candela, lontano dai clamori e dagli intrighi della politica, trovò il silenzio e la calma interiore per comporre le pagine de “Il Principe”. In questo silenzio, riuscì a evocare le voci degli antichi, a dialogare con loro, trovò le parole per dare forma al sogno di libertà degli italiani, facendo rinascere a nuova vita un popolo preda della corruzione.
Musica. J. S. Bach: Variazioni Goldberg BWV 988 (esecuzione Maria Perrotta).
Cari ascoltatori, già si capisce che è stato un Natale di crisi. La crisi più dura dal 1929: economica, finanziaria, ma anche morale. Il benessere dell’Occidente è messo a dura prova, anzi è sicuro ormai che dovremo rassegnarci a vivere sotto il segno meno: meno ricchezza, meno consumi, meno prodotti, meno cose inutili. La rassegna filosofica di Misano Adriatico ha cercato di rispondere a questo interrogativo: quali sono i nuovi piaceri della vita in tempo di crisi? Dovendo diventare materialmente più poveri e ridurre sprechi e consumi, bisognerà trovare altre forme di realizzazione del desiderio. L’uomo, infatti, è un animale desiderante, che al piacere non può rinunciare. Ma, svanendo dal nostro orizzonte il successo, la ricchezza, il benessere per tutti, dove andrà a sbattere il desiderio? Facciamo una pausa per ascoltare l’ottimo Quartetto Magritte di Bologna, con un brano che ci fa restare in ambito filosofico.
Musica. Quartetto Magritte: Le vacanze di Hegel.
Accumulare beni materiali non sarà più la soddisfazione della vita, dicono i filosofi. Remo Bodei, presidente del comitato scientifico del Festival filosofia di Modena, sostiene che dovremo imparare a vivere con sobrietà, rivalutando il silenzio, la serenità, il distacco dall’immediatezza del quotidiano. Cercheremo di realizzarci al di fuori dei confini narcisistici in cui ci ha rinchiuso la società dei consumi; cercheremo altrove la nostra interiorità. Tornerà un sano epicureismo: la felicità sta nel contentarsi, nel non eccedere, nella sobrietà e nell’uso saggio del tempo, che è il bene più prezioso. Che noia, dirà qualcuno. Ma no, non c’è bisogno di farsi monaci. Saremo sempre collegati con il mondo grazie al nostro iPad perché, come ha spiegato il filosofo Maurizio Ferraris, la tavoletta della Apple custodisce la nostra memoria e la nostra identità, dunque è lo specchio della nostra anima: sull’iPad scriviamo la nostra vita. Bene, fermiamoci qui per ora. E’ proprio con l’iPad che abbiamo scelto il brano con cui concludiamo il Paesaggio di questa settimana. Siamo alla darsena di Portoverde, il porto turistico di Misano. Non fa molto freddo, ma è pur sempre inverno. Lasciamocelo dire dal fantastico ensemble texano dei Balmorhea.
Musica. Balmorhea: The winter.