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Nient'altro che parole

Poesie di Annalisa Teodorani tratte dal libro omonimo (Milano, Feltrinelli, 2016)

La nuova raccolta di Annalisa Teodorani alterna i suoni unici e particolari del dialetto di Santarcangelo alla grafia uniforme dell’italiano. Ascoltiamo alcune di queste poesie dalla sua voce.


Dò ch’ l’è
L’è te sòn di burdéll
ti sbadài ch’i sa ad aqua
l’è tal vàini di péuls
quant e’ cambia e’ vént
e la léuna la su fàza


Dov’è
È nel sonno dei bambini / negli sbadigli che sanno di acqua / è nelle vene dei polsi / quando cambia il vento / e la luna la sua faccia


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Nòna
a m’arsc-cèr la vòusa
cumè te
da pu quant
a durmóiva insén sa te
tal nòti d’instèda
a so mórta ènca me
una mulìga


Nonna / mi schiarisco la voce / come te / sin da quando / dormivo insieme a te / nelle notti d’estate / sono morta anche io / un pezzettino


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La brèva spòusa
T pu fè
cumè ch’u t pèr
ènca la brèva spòusa
l’è andè sòta tèra
e la i à
i fiéur foint te vès


La brava sposa
Puoi fare come credi / anche la brava sposa / è andata sotto terra / ed ha / i fiori finti nel vaso


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A Lello Baldini

Cla luce
Mu me u m pis cla luce
ch’la trabàla
che tótt al vólti ch’a la guérd
a n capéss
s l’à vòia d’arvanzè
o la s’è stóffa


Quella luce
A me piace quella luce / che traballa / che tutte le volte che la guardo / non capisco / se ha voglia di restare / o si è stancata


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Esige silenzio
questa tua dipartita
così come l’attesa.
Per qualcuno sei stata un’apparizione
una stella cadente in un cielo autunnale.

Forse sei solo tornata
dove un tempo
sfioravi la rena con il bordo del vestito
e i fili d’erba
s’inchinavano al tuo passaggio


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In questa vita
ho praticato l’effimero
quando stenderanno
l’inventario dei miei beni
non troveranno altro che parole


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Nel viaggio
a compartimenti stagni
si ricomincia dall’alfabetiere
A di albero
C di casa
I di imbuto
Quella tavola periodica
delle cose
dove una lettera
fa il nome


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Se hai fame tientela

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Note

A cura di Vittorio Ferorelli. Lettura di Annalisa Teodorani

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